lunedì, 03 settembre 2007 ¦ Permalink
categoria : musica, personale, storia

C'è una costante nelle mie vacanze estive: i canti insieme al capitano.
Canti di montagna, canti popolari, canti..... della serie che non potete capire nemmeno quanto ci si diverte. Ogni anno il capitano ne tira fuori uno nuovo, cose che sa solo lui oche sa solo il cielo dove è andato a pescarli (forse anni di vita militare?!?!), neanche su google si riescono a trovare e così mi sono ripromesso che rientrato dalle vacanze avrei scritto quanto mi ricordavo degli insegnamenti del capitano, giusto perchè certe tradizioni non vadano perse...

MISTERI GODURIOSI

CC: cinque tre otto

T: otto du diese

CC: nel priomo misterio godurioso contempliamo santa goretta che con la figa a racchetta vinceva il master.

T: era un fenomeno

CC: Cinque e tre otto

T: ottu du diese....

CC: nel secondo mistero godurioso contempliamo santa minerva che mangiava pomodoro e cagava conserva.

T: era un fenomeno:

T poro piero poro piero, i te porta al cimitero senza un fiasco di quel nero

CC Cinque e tre otto

T otto e du diese

CC nel terzo mistero godurioso contempliamo sant'alberto che mangiava l'ombrello chiuso e lo cagava aperto.

T: era un fenomeno

CC: nel quarto mistero godurioso contempliamo santa cunegonda che con la figa a fionda sterminava i passeri.

T era un fenomeno

CC nel quinto mistero godurioso contempliamo sant'alcester che con la figa a winchester abbatteva i bufali.

T era un fenomeno.

CC e se il vostro è più lungo del nostro.

T xe tajemo un toco del vostro così anche il nostro è lungo come il nostro.

T poro piero poro piero i te porta al cimitero, i te porta al campo santo senza un fiasco di vin bianco.

CC cinque e tre otto

T otto du diese.

CC nel sesto mistero godurioso contempliamo san cirillo che con il cazzo a spillo inculava i microbi.

T era un fenomeno.

CC nel settimo mistero godurioso contempliamo sant'ilario che col cazzo sul binario deragliava i treni rapidi.

T era un fenomeno.

...

CC nell'ottavo mistero goduirioso contempliamo san procopio che col cazzo a peliscopio deragliava gli astronauti

...

CC nel nono mistero goduioso contempliamo sant'esaù che col cazzo rosso e blu correggeva i compiti.

....

CC nel decimo mistero godurioso si contempla sant'agnese che mangiava uova e cagava maionese.

...

CC. nell'undicesimo mistero godurioso si contempla san giacinto che col culo a labirinto disorientava i pederasti

CC nel dodicesimo mistero godurioso si contempla santa cunegonda che con la figa a sponda arginvava il tevere

CC nel tredicesimo mistero godurioso si contempla santa Cecilia che con la filca a conchiglia catturava i bigoli

CC nel quattordicesimo mistero godurioso si contempla sant'ambrogio che col cazzo ad orologio soppesava gli attimi

CC nel quindicesimo mistero godurioso si contempla Santa monica che con la figa a fisarmonica assordava gli angeli

CC nel sedicesimo mistero godurioso si contempla sant'ermete che col cazzo fatto ad ariete demiliva gli alberi!

CC nel diciassettesimo mistero godurioso si contempla sant'arturo che col cazzo nel futuro inculava i posteri

CC nel diciottesimo mistero godurioso contempliamo san polluce che col cazzo fatto a duce inculava i popoli

CC nel diciannovesimo mistero godurioso si contempla san gedeone che col cazzo a galeone inculava i naufraghi

CC nel ventesimo mistero godurioso contempliamo san teodoro che col cazzo tutto d'oro svalutava il dollaro

... San brunone che col cazzo bianco e marrone lo vendeva per castagna.

... sant'ignazio che col cazzo nello spazio rimorchiava i missili

... santa evarista che con la figa fatta a pista allenava Bartali

... san vittore che col cazzo a bimotore bombardava i talebani

... santa bruna che con la figa a mezza luna aiutava saddam

... san leone che col cazzo ad equazione ricercava i limiti

... san Gallo che col cazzo tutto giallo faceva la spia ai cinesi

... san Marcello che col cazzo a ramoscello dava la pace al Vietnam

... san Giovanni Bosco che col culo fatto a chiosco vendeva giornali

... sant'Eros che col cazzo a Warner Bros sborrava in tecnicolor...

... san Severo che col cazzo tutto nero inneggiava al duce...

... santa Scolastica che con la fica a svastica spaventava gli ebrei...

... san Bonaventura che mangiava legna e cagava segatura...

... santa Teresa che con la fica fatta a fresa segava i coglioni

... san Tergesto che col culo fatto a cesto allenava il Cantù...

... sant'Asdrubale che col cazzo fra le nuvoleinculava i paracadutisti...

... san Pietro che col cazzo nel didietro inculava i gamberi...

... san Vittore che col cazzo a trimotore rimpatriava i reduci...

... san Clemente che col cazzo a salvagente salvava i naufraghi...

... santa Cunegonda che con la fica fatta a sponda giocava a boccette...

... san Giobatto che col cazzo piatto inculava le sogliole...

... santa Elisabetta che con la fica a bacchetta puniva i cazzi ribelli...

... san Massimino che col cazzo fatto a grissino inculava i frati grossi... 

... san Casimiro che col cazzo a ferro da stiro faceva la piega ai coglioni...

... san Clemente che col cazzo evanescente inculava l'anime...

... san Galeazzo che col cazzo fatto a cazzo passava inosservato... 

T elevatio, annusatio, toccatio calicis. Bibemus usque fundum. amen

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lunedì, 20 marzo 2006 ¦ Permalink
categoria : musica, politica, opinioni
La Razza In Estinzione



Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po' annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni.

Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s'incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.

Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un'idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
c'è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l'ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n'è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all'ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene
è il solito coglione.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po' di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.

Ma questa è un'astrazione
è un'idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.
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lunedì, 20 marzo 2006 ¦ Permalink
categoria : musica, opinioni, commenti, personale

Un periodo privo di ispirazione, aggravato dalla totale assenza di tempo...
Ma questa sera i pensieri rimbalzano in modo strano nella mia testa, preoccupazioni, cazzate... mi sbatto al computer e sento un po di musica.
Le prime canzoni sono quelle tipiche da colonna sonora, quelle che ti fanno piacere un film del cazzo che non valeva il prezzo del biglietto. Poi mi arriva lui, di colpo, senza aspettarmelo, dalle vecchie canzoni, dai grandi classici, si passa a lui, al più grande comunicatore: Gaber. un filotto di canzoni da stendere chiunque: l'illogica allegria e canzone dell'appartenenza. le ho ascoltate dieci volte prima di andare oltre! Era quello che pensavo io, era quello che avrei voluto scrivere io, ma non ero abbastanza bravo per dirlo! D'altronde l'unica cosa che mi accomuna a gaber è la milanesità.. e poi da piccolo abitavo vicino al giambellino, dove c'era il bar del cerutti, cerutti gino!

L'illogica Allegria

Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.

Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un'aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.

E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.

Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.

È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente

Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.

Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino

Canzone Dell'appartenenza



L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

 

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