Scusate ma sono leggermente incazzato con il ministro bersani e con le sue liberalizzazioni. Non faccio parte di nessuna lobby... Nessun benzinaio, farmacista, stassista... in famiglia.
Sono solo un cliente di 3, il egstore di telefonia. Pochi giorni fa sono stato avvisato dalla mia compagnia telefonica che non potevo più usufruire delle ricariche power a norma del Decreto BErsani.
Il famoso decreto che abolisce i costi di ricarica, peccato che io non li ho mai pagati, comprevo una ricarica da 20 euro al mese e la tre mi ricaricava per 25 euro, altro che costi di ricarica, mi regalavano 5 euro di traffico. E il regalo era esponenziale, più caricavi più ti regalavano. Se facevi una ricarica da 60 euri te ne venivano accreditati 90.
Da oggi tutto questo non è più possibile, grazie alla scelta del ministro bersani.
Non mi interessa che tim, vodafone e wind facevano pagare le ricariche. Il mercato è libero e a costo zero tutti i loro clienti potevano scegliere l'operatore più conveniente.
E' la legge di mercato sono i clienti a decidere dove spendere i loro soldi, nessuno ha mai obbligato qualcuno ad essere cliente di tim, vodafone e wind.
Questo gioco mi costa almeno 5 euro al mese... grazie Bersani, io non ho lo stipendio da ministro come lei, sono uno studente che "arranca" per arivare alla fine del mese!
Magari qualcuno risponderà a queste mie domande:
Ma che fine hanno fatto le bandiere della pace?
Come mai su balconi italiani non sventola più la bandiera della pace?
L'altro giorno sono passato davanti alla festa de L'unità di milano e con immenso stupore ho notato che la bandiera della pace era stata ammainata anche li. Eppure lo scorso anno insiema alla bandiera rossa dei DS la bandiera arcobaleno spadroneggiava nella festa nazionale dei democratici di sinistra (perchè lo scorso anno la festa di milano era la festa nazionale de l'unità).
anche la festa "dell'umidità" ha tradito i pacifisti.
ma i pacifisti dove sono?
Eppure i nostri soldati sono partiti. Pattugliano il territorio (mica costruiscono acquedotti e ospedali). Pattugliare vuol dire azioni di guerra. E infatti ci sono regole di ingaggio. Come regole di ingaggio?!?!? Vuol dire che i nostri soldati in libano possono sparare come si fa nelle guerre normali?Ebbene si!!!
Già perchè da che mondo e mondo i soldati non sparano e da che mondo e modno i soldati non fanno la guerra!!!
ma i pacifisti non dicono niente. E pensare che i verdi hanno la bandiera della pace nel loro stemma elettorale.
Ma si sa che è arrivata la primavera, e così mentre prima le famiglie non arrivavano a fine mese e ora magicamente stanno tutti bene... allo stesso modo i soldati fino a qualche mese fa facevano la guerra, mentre ora fanno la pace!
A qualcuno viene il sospetto che i pacifisti non erano così pacifisti o che sono pacifisti quando gli fa comodo.
Ho sempre pensato che quello dei pacifisti fosse un motto demagogico e moralista, che con la pace non aveva nulla a che fare. La scomparsa di tutte le bandiere della pace alimente fortemente questa mia tesi.
Così provocatoriamente sono io che ora espongo la bandiera della pace, bandiera che ho sempre rifiutato e disprezzato. Questo non significa che io dsprezzo la pace, io voglio la pace, ma detto così non vuol dire niente, diciamo che non serve una bandiera per fare la pace e infatti chi esponeva quella bandiera ora appoggia la guerra!!!!

Il signor Diliberto ha dichiarato che Berlusconi è andato a stringere al amno insanguinata degli americani.
E' la sua opinione, non mi metto nemmeno a discuterla.
Vorrei ricordargli però che il simbolo del suo partito è la falce e il martello su campo rosso. Sarebbe il caso di ricorsdare a diliberto che quella è la badiera dell'unione delle repubbliche socieliste sovietiche (URSS), utilizzato anche come simbolo dell'internazionale comunista che se non ricordo male aveva l'obbiettivo di diffondere il comunismo sovietico nel mondo.
Se non ricordo male in Unione Sovietica si è visto scorrere parecchio sangue, non mi sembra bello proporre continuamente un simbolo di morte!
Un po' di storia:
Cos'è il Comintern o internazionale comunista?
Comintern è il termine con cui si indica la Terza Internazionale o Internazionale Comunista (1919,1943), ovvero l'organizzazione internazionale dei partiti comunisti. Fu fondata per iniziativa dei bolscevichi russi (non prpriamente dei santi) dopo il fallimento della seconda internazionale, scioltasi allo scoppio della prima guerra mondiale. Il Comintern nasce a Mosca nel marzo 1919, con lo scopo di sostenere il governo sovietico e favorire la formazione di partiti comunisti in tutto il mondo. Da qui prenderà le mosse il partito comunista italiano!
fonte di quanto appena scritto è la wikipedia
Quando sono uscito dal Palazzo delle Commissioni dove avevo illustrato la
relazione sul caso Mitrokhin, era troppo tardi per assistere in diretta al
discorso del Presidente del Consiglio di fronte al Congresso degli Stati
Uniti d¹America. Sono però riuscito a vederlo nella replica. Ma prima che le
telecamere mostrassero un Silvio Berlusconi che non riesce a frenare gli
applausi di benvenuto prima ancora di parlare, avevo dato un¹occhiata alle
reazioni politiche sulle agenzie di stampa. E le reazioni erano le più
bieche e le più ovvie: la sinistra italiana esprimeva soltanto furia e
livido rancore.
Le immagini spiegavano del resto molto bene perché gli esponenti della
sinistra fossero fuori di sé: non tanto perché il Congresso americano aveva
invitato solennemente Silvio Berlusconi a parlare (l¹ultimo italiano prima
di lui fu Craxi) ma perché Berlusconi ha saputo onorare in maniera evidente
quel privilegio. Tutta la classe politica americana seduta in quell¹aula
onorava a sua volta il messaggio di amicizia e fermezza di un leader che,
come aveva ricordato il giorno prima Bush, sa anche dire di no, ma lo fa
senza barare.
L¹Italia che ieri veniva applaudita a Washington è quella che ha saputo
svincolarsi dal direttorio franco tedesco, tanto rimpianto dal centro
sinistra. Ed è quella profondamente europea che riaggancia la Federazione
Russa prima che il baricentro di quel grande Paese lo trascini verso la
Cina. Un¹Italia che ha i suoi soldati impegnati in molti angoli della terra
e il cui Primo ministro sa parlare agli americani in buon inglese provocando
molte standing ovations.
Sarebbe un grande successo riconosciuto da tutti, se fossimo in un altro
Paese. Ma non siamo in un altro Paese. Siamo nell¹Italia dominata
dall¹arroganza delle sinistre. In nessun altro Paese l¹opposizione avrebbe
sbranato il Primo ministro per essere stato troppo bravo, per aver fatto una
eccellente figura personale e averla fatta fare all¹intera nazione. Soltanto
in Italia si può assistere ad una tale imbarazzante assenza di dignità. Qui
si può. E infatti qui la rabbia delle sinistre italiane, salve poche
eccezioni, si spiega soltanto con il miserabile calcolo di bottega secondo
cui ciò che oggi fa bene all¹Italia, fa però male alle schede elettorali di
questi signori incapaci persino di fingere per decenza di condividere il
civile elogio al debito d¹onore che lega gli italiani ai poveri ragazzi
degli Stati Uniti finiti nei nostri cimiteri dopo averci liberato dal
nazismo e dal fascismo. E poi certamente provoca una profonda frustrazione a
sinistra il fatto che Berlusconi abbia dichiarato l¹impossibilità di avere
³due Occidenti² diversi e separati, Europa e America, che è invece il sogno
segreto di tutti i nemici della democrazia in Italia e in Europa. Così come
li manda forse in bestia sentir dire (e veder confermare dagli applausi
commossi e convinti dei Congressmen americani) che la nuova frontiera della
libertà è anche il nuovo diritto civile: il diritto ad essere liberati dalla
paura, con tutte le implicazioni di fermezza e responsabilità che comporta.
L¹Italia ha oggi un ruolo centrale nella politica estera mondiale e che ce
l¹ha anche per quello che Graham Green chiamò ³il fattore umano²: un fattore
che dipende dall¹abilità di una singola persona di allacciare rapporti umani
che si trasformano in relazioni politiche, in sicurezza e benessere.
La sinistra italiana ieri ha sostenuto che si dovrebbe applicare la ridicola
³par condicio² alle relazioni internazionali. Non scherzavano. L¹unica loro
preoccupazione è impedire che gli italiani possano vedere e sentire
Berlusconi sull¹onda del successo. Li fa impazzire. E lì comincia e lì
finisce la loro visione del mondo.
Paolo Guzzanti
Fonte
Proseguo nelle mie citazioni, la fonte oggi però non è il solito foglio. Oggi voglio citare un bloger:
che in data 14 febbraio 2006 ha pubblicato sul suo blog questo articolo, dicendo che è la risposta ai 10 miti che contribuiscono ad a tenere vivo il culto di Guevara.
L'ultima volta che ho visitato il Museo d'Arte Moderna a New York uno studente americano che indossava una maglietta di Che Guevara e un berretto ha attirato il mio sguardo (il fatto che Nicole Kidman sia entrata proprio in quel momento potrebbe avere qualcosa a che fare con il fatto che mi sia accorto di lui). Gli ho chiesto gentilmente che cosa esattamente avesse ammirato così tanto di quell'uomo. Ecco le dieci ragioni che ha menzionato e le mie risposte.
Traduzione di un articolo di Alvaro Vargas Llosa, Senior Fellow e direttore del Center on Global Prosperity presso The Independent Institute. Sul tema si legga anche The Killing Machine: Che Guevara, from Communist Firebrand to Capitalist Brand (in inglese).
di Angelo Pane Bianco
Lo scandalo delle vignette
Mi associo alla domanda posta da mauro de zordo sul suo blog: Ma i musulmani non erano permalosi?
la domanda sorge spontanea dopo aver letto quanto riportato sul blog dei fantastici quattro a riguardo delle vignette pubblicate dai giornali danesi che hanno suscitato tutto questo polverone nel mondo arabo-islamico!
Infatti a quanto pare le vignette incriminate erano state pubblicate da un giornale egiziano in ottobre. Il tutto è stato confermato dall'ambasciatore danese in egitto.
A questo punto sembrano accreditarsi le tesi di chi ha sostenuto che la protesta è stata intelligentemente orchestrata. Come mai le stesse vignette pubblicate da un giornale egiziano non hanno portato alla grande protesta? per il pubblico di lingua araba sarebbe più facile e più naturale entrare in contatto con una testata giornalistica egiziana piuttosto che con una danese. ma a quanto pare nessun islamico che ha partecipato alla protesta aveva letto il quotidiano egiziano, mentre tutti avevano letto quello danese.
Chi ha architettato tutto questo (su qualche quotidiano è anche apparso il nome!) è stato molto abile. Soprattutto perchè difficilmente passerà sui telegiornali una notizia come questa.
Buoni e tolleranti si, ma ad essere presi per i fondelli io non ci sto!!
Da macchianera ho invece tratto le vignette incriminate:
Libertà di scelta: le contraddizioni della Bonino sulla libertà educativa.
Mi piacerebbe molto parlare con emma bonino (o con i radicali in genre) per capire ogni tanto inc he modo ragionino. si sono sempre schierati per il liberismo e per la libertà di scelta: eutanasia, droga, aborto...
predicano la libertà di scelta in tutti i campi ma non nel campo educativo! perchè?!?
Mi sembra una contraddizione!
Chiedono che un genitore sia libero di staccare la spina alle macchine che mantengono in vita il proprio figlio, ma gli stessi genitori non hanno il diritto di scegliere dove mandarlo a scuola. Mi sembra una cosa così assurda!!
Checcè ne pensi la maggioranza, il dibattito tra scuola privata e scuola statale è un dibattito sulla scelta. a me non interessa stabilire quale sia la migliore, anzi non me ne frega prorprio niente, perchè questo giudizio non può essere svolto a priori da nessuno se non dai genitori, che devono scegliere liberamente, liberi anche da qualsiasi vincolo economico (che spesso è l'ostacolo più grande), in quale istituto iscrivere il figlio. e' naturale che ogni genitore vuole il meglio per il figlio, e quindi mi sembra normale che il genitore voglia isciverlo nella scuola che lui erputerà migliore. E' una sacrosanta scelta che spetta esclusivamente al genitore e a nessun altro!
La nostra costituzione garantisce la libertà educativa. porre dei limite economici (perchè non tutti possono permettersi di pagare una retta) significa limitare quella libertà! E' per questo che trovo legittimo e doveroso che lo stato intervenga ad eliminare questi ostacoli economici, sostenendo le famiglie che non possono permettersi di pagare la retta.
E' un problema spinoso, con mille risvolti su cui sorvolo in questo momento. Mi permetto però di anticipare qualche critica; infatti qualcuno penserà: ma così tolgo i soldi alla scuola di stato e la indebolisco. A cosa serve la scuola di stato? A quale esigenza della socetà risponde?
La scuola di stato nasce per lesigenza di daer un'istruzione di massa, per garantire questo diritto a tutti (prima andava ascuola solo chi poteva permetterselo). Ora che questo diritto è stato garantito, possiamo garantire anche il diritto alla libertà di scelta educativa?
lo stato può assolvere benissimo il suo compito di garante dell'istruzione, finanziando direttamente le famiglie, che poi liberamente sceglieranno dove spendere i soldi che gli da lo stato (o nella scuola privata o nella scuola pubblica), creando così un regime concorrenziale che tende ad un miglioramente del servizio.
Inoltre bisogna calcolare che gli studenti hanno un costo fisso per lo stato, cioè ogni studente costo alla scuola statale un tot di euro (una quota che si aggira inorno agli 8.000€ annui per studente): inevece di dare quei soldi alla struttura scuola statale li si dallo alle famiglie che sceglieranno dove spenderli (ndr un dato interesante è quello che la retta annua di una scuola privata è inferiore al costo per singolo studente nella scuola statale, cioè se vai alla privata allo stato costi meno, e quindi risparmia!!). Così è garntito sia il diritto all'istruzione che la libertà di educazione! Non si toglie fondi a nessuno, si spendono solo in modo diverso!!! certo si aprirebbe il problema di standard qualitativi: la scuola privata (come quella statale) doverbbe avere degli standard minimi a cui adattarsi, con un attività severa di controllo... ma questo è tutto un altro discorso!